In Coena Domini
Per riaffermare la salvezza del mondo
LITURGIA
Pubblicato il 2026-04-04
Le celebrazioni del triduo pasquale, avviate nella Coena Domini (Cena del Signore) di giovedì sera, dove si è fatto memoria del significato della lavanda dei piedi e quindi l'importanza di vivere il cristianesimo a servizio del prossimo e degli ultimi, ha rilanciato il significato della Salvezza dalla morte e dal peccato. Cristo mendicante del cuore dell'uomo.

Lo ha declinato nell'omelia il parroco, Don Giovanni Maurello, in una chiesa gremita e attenta al momento.

Un'occasione che ha aiutato a comprendere come la passione si trasforma in gioia, amore e dono.

Anche il gesto di consegnare dei chicchi di grano ad alcuni ragazzi del catechismo che prossimamente faranno la prima comunione, ha aiutato a rafforzare il messaggio che la prima gratitudine a Dio è di gridare a tutti quello che Egli ha fatto.

Per capire il Mistero bisogna accorgersi dell'umano; ciò che ci rende familiari al mistero della morte di Cristo è rendersi conto a dei sentimenti umani di Cristo stesso che sono stati contenuto del suo martirio.

La Risurrezione -richiama Papa Leone XIV- è una trasformazione silenziosa che riempie di senso ogni gesto umano. Nella Pasqua di Cristo, tutto può diventare grazia. Anche le cose più ordinarie: mangiare, lavorare, aspettare, curare la casa, sostenere un amico. La Risurrezione non sottrae la vita al tempo e alla fatica, ma ne cambia il senso e il "sapore".