"Un cammino educativo- ricorda la Chiesa- in cui la Grazia di Cristo viene prima di tutto per affermare quella Misericordia che ci ha voluti salvare dalla morte e dal peccato, perché voluti profondamente bene."
Da qui il significato profondo dei gesti e momenti che ci accompagneranno nella Settimana, ma per la gioia e felicità di ciascuno per cui Lui è sulla Croce ed è Risorto.
Così ha proclamato a gran voce don Giovanni tra esempi e quanto hanno ripercorso le letture della Passione di Cristo.
Per questo la Settimana Santa è un'esperienza di bellezza che rimanda a Gesù Cristo.
Ogni volta che facciamo esperienza di questo abbraccio sorprendiamo la memoria di quello che ci lega a Lui e ci tiene desti nonostante il nostro limite e peccato, anch'essi abbracciati e salvati.
La memoria è determinante affinché l'Avvenimento - si scorgeva tra le parole dell'omelia- riaccada per noi.
Questo c'entra con la bellezza e la gioia menzionate continuamente - e non a caso- durante la celebrazione della Messa, dove è stata ripetuta la benedizione delle palme nell'area antistante la chiesa, luogo iniziale da dove è partita la piccola processione che ha portato la Croce ed i fedeli in chiesa.
Processione con un significato certo e chiaro. La nostra fortuna immensa è un cammino educativo lungo 2000 anni in cui la Grazia di Cristo viene prima di tutto.
E "grazia" è gratuità, dono, esperienza di una cosa bella come questa Settimana Santa fa gustare ed a cui avvicinarci con gioia come ci è trasmesso ripetutamente in modo adeguato proprio dal cristianesimo. E le parole con cui la descriviamo adeguatamente vengono dal cristianesimo.
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