È quanto rilancia e attenziona la Diocesi di Cassano allo Ionio, sabato 28 marzo, nella VI giornata Decardoniana, attraverso l'Ufficio dello Sviluppo integrale diretto da Domenico Graziano che introdurrà i lavori alle ore 16 nella sala consiliare del Comune di Morano Calabro presso il complesso di San Bernardino. Questi saranno conclusi dal Vescovo della Diocesi, monsignor Francesco Savino.
A contribuire all'evento anche il Sindaco, Mario Donadio, il direttore nazionale per la Pastorale Sociale, Bruno Bignami, Ferdinando Pietropaolo del Foro di Vibo Valentia, nonché membri della Commissione regionale Pastorale Sociale per comunicazioni su tale percorso e sul Decardona Day.
Un ulteriore segno di quella Cultura di popolo che implica identità, appartenenza, resilienza e desiderio di crescita inclusiva e diffusa con uno spirito nuovo di giustizia e di fraterna benevolenza, risvegliando ed educando il senso di solidarietà e di unità morale e civile, in tutti i campi del vivere umano.
Fattori interpretati nel ministero e nell'azione missionaria dell'indimenticabile Servo di Dio don Carlo De Cardona, il sacerdote di profonda spiritualità e lungimiranza evangelica, originario di Morano Calabro, ordinato nel 1895 e segretario particolare del Vescovo di Cosenza, monsignor Camillo Sorgente.
Un prete amico dei contadini, fondatore della Lega del Lavoro e della Cassa Rurale; tra i protagonisti della grande impresa che consentì ai contadini di liberarsi dal giogo dei baroni.
Un personaggio che fece della sua opera un luogo per tutti, interpretando il messaggio dell'allora Pontefice Leone XIII, quello della dottrina sociale e della celebre enciclica Rerum Novarum.
Cercò di aiutare gli ultimi, le persone con maggiore disagio, quelli che non avevano una casa, quelli che non avevano una dignità, quelli che non avevano voce - viene ricordato- in un contesto sociale di fine ottocento ed inizio novecento, complesso nelle zone rurali, dove le difficoltà non si contavano a partire dalla semplice sopravvivenza.
Da qualche mese sono stati depositati tutti gli atti, racchiusi in oltre 15 mila pagine, alla Congregazione della Causa dei Santi affinché Don Carlo diventi Venerabile.
Santo lo è stato in vita- affermano in molti- poiché tante persone sono state elevate dal bisogno alla rispettabilità grazie al suo affidarsi in Cristo e dare Carne al Vangelo.
È stato anche un giornalista, direttore de "La Voce Cattolica "da lui fondato.
Un modo per dimostrare la propria disponibilità a guardare al prossimo con la volontà di lavorare, senza sosta, per il vero ed urgente bene comune, attestando quell'incontro che accende la speranza.
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