34.ma Giornata Mondiale del Malato
"La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell′altro" e per curare il corpo insieme allo spirito
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Pubblicato il 2026-02-10
Papa Leone XIV invita a ritrovare nella compassione la via della prossimità al mondo ferito, percosso, vessato.

Non è un'emozione passeggera, ma un modo di amare che si fa carico della sofferenza altrui, dell'altro, specialmente nel contesto di povertà, isolamento e solitudine: come spesso ricordano le "periferie" tra le persone.

L'11 febbraio prossimo è questa la Tensione umana che la Chiesa ripropone al suo popolo, come ricorda il parroco, Don Giovanni Maurello, richiamando, nella Parrocchia di San Girolamo, l'evento. "Se non garantiamo un'assistenza che includa la dimensione spirituale, ci ritroveremo con un'assistenza incompleta e con un grave impatto sulla salute dei nostri fratelli e sorelle". È quanto afferma il dottor Walder Carpio, coordinatore della Pastorale della Salute nella diocesi di Chiclayo, nel nord del Perù, che fino a mercoledì 11 febbraio ospita la 34.ma Giornata Mondiale del Malato.

Quest'anno, in questa giornata, San Giuseppe Moscati, per altro ci viene incontro per richiamarci a riscoprire un'umanità primaria e centrale nel paziente, che va oltre la terapia ed abbraccia una gratuità ed integralità che non può essere elusa: è insostituibile e fondamentale, per noi cristiani, come quella professionalità gratuitamente resa con la coscienza che è il segno della presenza di Cristo.

Un'enorme scommessa ancora nel nostro Tempo che riguarda la salvaguardia della salute, il senso profondo di questa attenzione ed azione.

Sicuramente una grande sfida contro un relativismo strisciante che sembra abbia afferrato tutto, penetrando in ogni parte del Corpo umano e sociale cercando di ricondurre ogni cosa a pura "economia" o "funzionalità".

Ma è possibile vivere ed affrontare questa esigenza della vita in un modo nuovo. Ce lo ricorda questa giornata con l'impegno e la dedizione di tanti operatori che sono presenti con questa passione e dedizione. Per la scienza, in questi giorni, lo ha testimoniato, venendo a mancare a 96 anni, il fisico Antonino Zichichi, "innamorato - come ricordava in tante interviste e convegni- di Colui che ha creato l'Universo."

Ricercatore infaticabile, sempre pronto a studiare per trovare nella scienza le risposte che cercava, senza mai escludere nulla, ha vissuto la sua esistenza con questo approccio e slancio sulla realtà.

Esempio di vero sguardo alla Verità. Sguardo di cui ha bisogno ciascun malato oltre la diagnosi e la cura adeguata.

L'essere voluto bene, come desidera il Cuore di ognuno, prima di ogn'altra cosa. E' questo il centro e ragione della Giornata che chiede pure un sistema coordinato che faccia sentire il paziente al centro tra la valorizzazione dei "presidi sanitari di prossimità" come potrebbero essere le farmacie, le famose case della salute in cui i servizi sociali e sanitari dovrebbero integrarsi consentendo ai medici e al personale socio assistenziale di condividere conoscenze e risorse in modo più efficiente e globale.